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giovedì 26 novembre 2015

La 'nduja di Spilinga, grazie all'azienda Caccamo di Vibo, trionfa alla stampa estera.

Prodotto tipico Calabrese per eccellenza, la 'nduja di Spilinga, ha reso omaggio alla terra degli aforismi, abbracciando la stampa estera.

Il merito ed il riconoscimento va all'azienda di Luigi Caccamo di Vibo Valentia, l'artigiano della 'nduja, premiato a Roma nel corso della cerimonia ufficiale di gala che si e' svolta presso il Grand' Hotel Bermini Bristol, con una cena di lusso, timonata dal grande chef  Andrea Fusco.
Un prodotto unico al mondo, l'insaccato in questione, che grazie alla madrina del premio Caccamo, Jurgita  Jurkeviciene, la giornalista della testata Lituana lietuvos Rytas, ha guadagnato grandi estimatori in tutto il mondo. Una visibilita' internazionale quella della 'nduja, che come sottolinea la stessa moglie del Caccamo, Graziella, l'azienda e' riuscita a dare nuova vita allo stesso prodotto curando le consuetudini secolari quanto all'igiene ed all'ottima qualita' degli ingredienti.

L'imprenditore calabrese, e' stato premiato non solo come uno dei migliori produttori di Spilinga, ma anche per l'attenzione mirata al suo stabilimento, dovuta all'innovazione e all'avanguardia.
La 'nduja diviene cosi', grazie alla bravura dei suoi produttori, un prodotto doc, come il prosciutto san daniele e molti vini pregiati, proponendo riserve  in formati fino a 50 kg, come appunto anche i grandi formaggi. Un'esperienza per la Calabria alla quale va un premio estero, diventando un'emblema, questa volta, non per le sue cattive notizie, legate alla 'ndrangheta, ma per un immagine culinaria, che da a questa regione un'immenso valore e tantissimo orgoglio.

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venerdì 29 agosto 2014

Brognaturo e l'arte delle Pipe.

Si chiama Brognaturo, ed e' un piccolo paesino ai piedi di Vibo Valentia, circa 45 km a sud/est dal centro del capoluogo, sul litorale jonico della Calabria.

Un piccolo borgo che si distingue dal resto della regione per la qualita' della sua radica la quale permette la realizzazione di autentiche pipe d'arte che hanno dato una storia millenaria ad antichi artigiani intagliatori.

Uno di loro era il maestro Domenico Grenci, abile artigiano Vibonese, che con il passare del tempo ha trasformato la sua passione, la sua arte in fiorente attivita' produttiva, tramandando ai suoi figli una tecnica di lavorazione nell'intaglio del legno, tanto da far diventare le "pipe di Brognaturo", un segno distintivo della famiglia in ogni angolo del mondo.

Infatti la storia del famoso artigiano vibonese inizia proprio in un angolo di mondo e precisamente negli Stati Uniti agli inizi dei primi anni '60, dove Domenico era emigrato qualche tempo prima, in cerca di fortuna.

Un giorno passeggiando per il corso principale di Chicago, il Grenci fu colpito da un negozio con una vasta esposizione di pipe, dalla loro forma e  lucentezza, rievocando in lui quell'arte e quella maestria che aveva lasciato nella sua lontana terra.
Così la curiosità odierna del calabrese davanti a quella vetrina scaturisce nel titolare del negozio la fatidica domanda: "cos'hai da guardare continuatamente . . . ?"
Domenico, senza nemmeno esitare risponde: "gurdavo le sue pipe in vetrina, io le so fare molto meglio."
Una vera e propria sfida per il titolare della bottega, tantochè, il Cellini, quest'ultimo lo mette subito alla prova consegnandoli un'immagine da rintagliare su una pipa: un risultato eccezzionale.

Ed e' da qui che inizia il sogno americano per Domenico Grenci, che inizia subito a lavorare nel negozio,  con la serranda del laboratorio alzata, in modo che ognuno potesse seguire in diretta gli intagli e la realizzazione delle pipe.
Uno strepitoso successo, tanto da portare dopo alcuni anni, l'artigiano calabrese, nella propria terra, per continuare la sua passione di intagliatore nella sua Brognaturo, dove proprio nel vibonese l'abbondante materia prima e' di ottima qualita'.
Realizzo' la sua prima bottega artigiana, che fu un subito punto di riferimento, di precisione, ma sopratutto di raffinatezza, la quale si contraddistingueva dagli altri artigiani del mondo.
Infatti le pipe di Brognaturo una volta terminato il suo processo di lavorazione è già pronta per essere utilizzata, infatti a differenza di altre pipe, realizzate in posti diversi da Brognaturo, non necessitano di trattamento preventivo con miele o liquore alla prima fumata.

Tutto questo e' merito anche delle fasi concatenate, per la loro realizzazione.

Il primo processo inizia con i cioccaioli che portano in bottega la radica rigorosamente estirpata, non deve essere infatti colpita dal sole per evitare le formazioni di crepe nel legno.

Sezionata subito la radice, viene portata subito al taglio ovvero sagomata, formando delle "placche" che successivamente verrano bollite in caldaie di rame per eliminare dal legno il tannino, sostanza la cui presenza altererebbe l'essenza naturale del tabacco.
Per questo le pipe dei Grenci, vantano di un sistema di bollitura di circa 6/7 ore, il tempo necessario che consente a loro di arrivare a non lasciare nel legno alcuna traccia di tannino, garantendo così originalità e purezza del profumo del tabacco stesso.

Dopo la bollitura le placche vengono tenute a lungo in luogo fresco e riposte in scaffali  per una stagionatura al naturale lunga circa dieci anni.
Oggi invece le altre ditte, hanno un ritmo di produzione abbastanza veloce tanto che si arriva alla lavorazione dopo 15 giorni di essiccazione ottenuta meccanicamente.
A differenza invece degli artigiani calabresi di Brognaturo, che sono rimasti fedeli alla loro antica tradizione di metodi artigianali, che hanno la pazienza di aspettare per ottenere risultati distinti ed eccezzionali.

Infine la fiammatura chiude il ciclo di lavorazione di una vera e propria "Pipa di Brognaturo", caratterizzando in modo proporzionale, il valore alla pipa, anccora meglio se al posto delle venature, il legno presenta macchiette tondeggianti, che prendono il nome di occhio di pernice.

Possiamo ricordare infatti le inseparabili pipe dell'ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini e del sindacalista Giovanni Lama, costruite per loro proprio dal maestro Domenico Grenci di Brognaturo.

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martedì 19 agosto 2014

Monasterace: Spara la moglie davanti al figlio di soli 2 anni.


Un terribile omicidio si e' consumato a Monasterace, alle porte di Reggio Calabria, dove un uomo Giuseppe Pilato di 30 anni, ha ucciso la propria moglie alla presenza del figlioletto di soli 2 anni.

L'omicida dopo l'esecuzione, con una pistola la quale ancora non sono stati resi noti gli estremi, si e' presentato a casa dell'abitazione dei genitori, dove c'erano gli altri figli, portando il piccolo, testimone oculare dell'omicidio, riferendo alla madre che la moglie non era in casa e che quindi aveva deciso di portare il bimbo da loro.

Ed e' proprio qui che e' scattato l'allarme, i familiari infatti hanno iniziato a telefonare alla donna, a casa e sul cellulare, senza pero' nessuna risposta.
Intanto proseguono le ricerche del Pilato, datosi alla fuga dopo l'omicidio della moglie Mary Cirillo, con l'ausilio di unita' cinofile, di un elicottero e dallo Squadrone Cacciatore dell'Arma dei Carabinieri.
Concentrati nella zona tra Monasterace e Guardavalle Marina, gli inquirenti hanno ritrovato l'auto dell'uomo nei pressi di una stazione ferroviaria, con dentro le chiavi, bancomat e carte di credito, oppure per depistare le indagini potrebbe aver avuto una duplice chiave del mezzo per poi nascondersi da parenti.

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mercoledì 30 luglio 2014

I Vigili del Fuoco salvano un'altra famiglia. Gli unici uomini in Italia che davvero dobbiamo andarne fieri . . . L'unica cosa che purtroppo mi rincuora e che vengono "accantonati" per la prossima notizia di cronaca.

Sono loro gli eroi del momento, coloro che mettono a rempentaglio la loro vita per salvare quella degli altri.

E' successo a Stefanaconi, in provincia di Vibo valentia, nel sottotetto di un'abitazione, dove un incendio, sulle cui cause sono ancora in corso di accertamenti.

Le fiamme si sono divampate nel pomeriggio portando terrore e paura e sono state impegnate tre squadre di Vigili del fuoco provenienti da Vibo Valentia, lavorando per ore cercando di domare le fiamme.
Il tutto eseguito con professionalità, provvedendo ad evacuare la zona, mettendo in salvo una famiglia di marocchini che occupava l'immobile in pieno centro.

Questi episodi purtroppo sono all'ordine del giorno, specie nella stagione estiva dove i roghi e gli incendi sono molto frequenti, ma di loro solo un piccolo accenno di intervento.
Vorrei soffermarmi un po' di piu' esprimendo le mie considerazioni personali su questi eroi, su queste persone che rischiano la propria vita per salvare quella di altri.
Sentiamo parlare solo di politici, uomini potenti con salari stratosferici, ma sono loro che dovrebbero stare nel centro dell'attenzione, I Vigili del Fuoco, che danno all'Italia quel riconoscimento, che in momenti difficili come questi la rendono unica. 
Una cosa mi rincuora e davvero ne resto dispiaciuto.
Purtroppo, queste persone dal coraggio unico e bonta' mastodontica, vengono premiati con un misero salario e accantonati per la prossima notizia di cronaca.

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lunedì 21 aprile 2014

Vibo Valentia: la processione di Pasqua de "L'affruntata", strumentalizzata dalla 'ndrangheta.

E' una tradizione che ormai va avanti da tantissimi anni, quella del giorno di Pasqua a Stefanaconi, in provincia di Vibo Valentia, dove si svolge la processione dell'Affruntata, presa di mira da ormai tantissimi anni, dalla malavita locale.

La sacra rappresentazione della rivelazione del cristo alla madonna dopo la resurrezione è ciò che rappresenta questa manifestazione religiosa.
La processione è rappresentata dalla statua di San Giovanni, che nell'immaginario collettivo della criminalita' organizzata Calabrese e secondo alcuni dati e ricostruzione degli inquirenti, sarebbe il simbolo della "detenzione del potere mafioso". Uno dei boss della 'ndrangheta, delle cosche vibonesi, Fortunato Platania, ucciso nel settembre 2011 nella guerra tra le famiglie di Vibo, avrebbe sempre finanziato la processione, decidendo però chi erano coloro che dovevano portare a spalla la statua di San Giovanni, che appunto rappresentava il potere della'ndrangheta.
Così la Dda di Catanzaro, visualizando i filmati degli anni precedenti: 2009 e 2010, si evince che le nuove leve e vertici delle cosche avevano il potere sul trasporto della statua.

Ed è proprio qui, che la chiesa deve, stare attenta a queste strumentalizzazioni, dove la criminalita' come la 'ndrangheta, approfitta di queste manifestazini religiose, lanciando i suoi messaggi.
Come ad esempio per far capire chi è il reggente di una cosca, durante la processione, si mette davanti alla statua, se cambia la persona durante il corteo sta a significare che il reggente della cosca, cioe' il capo è cambiato. E' ad illuminarci  e' il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, rivolgendosi sempre alla chiesa e a i suoi esponenti, ribadendo la complicità con il potere organizzato, inquinando il potere religioso, per questo lo stesso dovrebbe vigilare costantemente sulla ndrangheta e sul loro svolgimento.

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domenica 2 febbraio 2014

Calabrese arrestato in Brianza per aver assaltato l'ufficio postale a Cogliate.

Un'operazione dei Carabinieri, che ha visto impegnato un centinaio di uomini, ha portato all'arresto di un uomo di origine Calabrese e precisamente di Vibo Valentia, di 48 anni, Salvatore Rugolo, che con un complice ha assaltato un ufficio postale in Brianza a Cogliate, lo scorso 18 gennaio.

Il complice si chiama Fabrizio Bartelle, 58 anni, che nella colluttazione con le forze dell'ordine durante la rapina, è rimasto ferito all'inguine, mentre Rugolo nella rapina aveva ferito un carabiniere e per fuggire aveva preso in ostaggio una donna che si trovava a bordo della propria auto, facendosi accompagnare alla stazione ferroviaria.
I militari dopo una serie di indagini sono riusciti ad individuare l'uomo, in un condominio a Cinisello Balsamo.
Così accertatasi della sua presenza nel palazzo, i Carabinieri, hanno fatto scattare il blitz, portando all'arresto del Rugolo, che armato, non ha opposto resistenza all'operazione, tra l'altro chiedendo scusa per quello che aveva fatto.
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martedì 7 gennaio 2014

Mercato immobiliare in Calabria: scendono i prezzi al mq. Vibo Valentia la più cara, Reggio Calabria la più conveniente.

Per l'acquisto di una casa in Calabria il prezzo medio al metro quadro è sceso di circa una trentina di euro rispetto al dicembre di un anno fa, passando dai 1248 euro del dicembre 2012 ai 1214 del dicembre del 2013, pari a 2,73%, registrando la città di Vibo Valentia una delle più care e Reggio Calabria addirittura la più conveniente.

A rivelarci questi dati è uno studio fatto dal sito Immobiliare.it, un mercato immobiliare in Calabria, con una tendenza al ribasso. A  Catanzaro i prezzi addirittura scendono del 2,28 %, seguita poi da Crotone, con il 3,62 %. Cosenza è la provincia che registra il calo più limitato, pari allo 0,47%, mentre Reggio e Vibo, sono le provincie con una maggiore flessione sui prezzi al mq.

Reggio Calabria infatti -9,83% con un prezzo al mq di 1.108 euro, nel mese di dicembre, è stata la provincia meno cara, mentre Vibo Valentia nonostante il 20,73%, resta la provincia più cara con i suoi 1.383 euro al mq.
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domenica 22 settembre 2013

Vibo Valentia: 2milioni di Kwh e 500mila euro di energia elettrica rubata. Arrestato il titolare di un ristorante.

Avrebbe rubato energia elettrica per circa 500mila euro, per un totale di 2 milioni di kwh.

Giuseppe Lopreiato titolare di un ristorante in una frazione marina di Vibo Valentia sarebbe stato posto agli arresti domiciliari dai carabinieri su disposizione del Gip per furto aggravato e continuato.
Le verifiche svolte dagli uomini dell'arma insieme ai tecnici Enel hanno appurato che l'uomo aveva applicato dei morsetti che consentivano una deviazione collegata a due interruttori del quadro comandi i quali azionati alternativamente, davano la possibilita' di ricevere elettricita' direttamente dalla rete pubblica bypassando il contatore, oppure di ripristinare il normale circuito elettrico.
Un altro contatore invece era stato rimosso rompendo i sigilli e prelevava energia direttamente dalla rete pubblica.
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domenica 15 settembre 2013

Zanzara Tigre. Allarme in Calabria per la sua presenza, lo dichiara la "Vape Foundation".

L'allarme e' stato dato tra la seconda e terza settimana di settembre per la sua presenza, nelle varie province Calabresi.

La Zanzara Tigre, temutissima la sua presenza, complici le piogge e il caldo, responso redatto dal Meteo Zanzare, sviluppato da Foundation Vape, l'organizzazione senza fini di lucro, che promuove la ricerca scientifica per sostenere la lotta agli insetti nocivi.
Un servizio che si basa su un modello matematico che incrocia l'andamento stagionale e climatico con le attivita' e il ciclo biologico delle diverse specie di zanzara Tigre.
Il Vape Foundation, sviluppato in collaborazione con il professor Giampiero Maracchi, Direttore dell'Istituto di Biometereologia del CNR di Firenze, e con Claudio Venturelli, esperto di Entomologia Urbana e Sanitaria del Dipartimento di Sanita' Pubblica di Cesena e membro del comitato scientifico di Vape Foundation.
Un modello che usa come campione 1 ettaro di terreno rappresentativo del capoluogo di provincia e ne analizza la concentrazione di Zanzara Tigre.
Inoltre l'organizzazione mette a disposizione degli utenti molti altri servizi innovativi per affrontare al meglio l'arrivo della  "stagione della zanzara", organizzando i week-end e le vacanze in tutta tranquillita'.

Qui sotto vi riportero' il sito della fondazione per eventuali chiarimenti ed una tabella d'indice potenziale di d' infestazione nelle province calabresi:


  • Crotone: indice4 - alto
  • Cosenza: indice2 - Medio/Basso
  • Catanzaro: indice4 - Alto
  • Reggio Calabria: indice4 - Alto
  • Vibo Valentia: indice4 - Alto
       
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giovedì 15 agosto 2013

UN VELIERO DI CLANDESTINI SBARCA NEL PORTO DI REGGIO CALABRIA.

Un ferragosto un po' particolare stamane a Reggio Calabria, dove un veliero di 20 metri con a bordo 160 immigrati di nazionalita' Siriana e Afghana e' giunto nel porto del capoluogo calabrese.

L'imbarcazione e' stata rintracciata ieri sera e rimorchiata dai mezzi del comando del reparto aeronavale della guardia di finanza di Vibo Valentia.

36 donne e 29 bambini con numerosi minori, tutto il resto uomini adulti, partiti tutti dalla Turchia, navigando per quattro giorni prima di raggiungere le coste della Calabria. Giunti nel  porto di Reggio gli immigrati, con l'ausilio di tutte le forze dell'ordine sono riusciti a sbarcare ed a ricevere le prime cure necessarie, rassicurando un po' tutti con le loro buone condizioni.
Le fiamme gialle di Vibo Valentia hanno  individuato due persone, accusate di essere gli scafisti del Veliero, irregolare, sequestrato perche' ritenuto un mezzo utilizzato a favorire l'immigrazione clandestina, che da tempo e' diventata scenario delle coste calabrese e pugliese, che grazie all'operazione chiamata: "Aeneas", un insieme di forze aeree e navali che intervengono di contrasto ai flussi migratori dirette appunto verso le sopracitate coste.



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VIBO VALENTIA: 350 piante di canapa indiana sequestrate dai Carabinieri.

Una vasta operazione quella dei Carabinieri di Vibo Valentia e provincia, dove hanno sequestrato complessivamente 350 piante di canapa indiana.
Due piccoli paesini di montagna era il covo della banda che nascondeva l'incentivo carico di droga.
Briatico e Cessaniti, due piccoli paesini in cui le coltivazioni erano state realizzate su aree demaniali ed erano dotate di un impianto di irrigazione  azionato a distanza.
Alle due operazioni ancora in corso hanno partecipato oltre ai Carabinieri di Vibo anche lo Squadrone Cacciatori di Calabria, che oltre ad essere di supporto alle forze dell'ordine hanno contribuito alla riuscita del blitz.
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domenica 14 luglio 2013

Il Folklore della Calabria. Una tradizione popolare tramandata nel tempo.

Le innumerevoli tradizioni popolari della Calabria tramandate oralmente, nel corso dei secoli, da generazione in generazione, sono parte integrante dell'eredita' folkloristica Calabrese, che e' riuscita a mantenere un forte legame con il passato e la sua popolazione.
Varie sono le ritualita' tradizionali, dai canti alle danze, che ancora oggi, vengono eseguite durante le processioni.
Il Folklore della Calabria, cosi' come gran parte della cultura Calabrese, e' intriso da un forte senso di religiosita per cui trova la sua massima espressione, specie in occasione delle grandi festivita' cristiane. Tantissimi sono i riti nella Settimana Santa e tra questi, molto sentito, e' quello dei vattienti, che si celebra il Sabato Santo a Nocera Terinese a Catanzaro e quelle di Tiriolo, Girifalco, Amantea, Cassano allo Ionio, Serra San Bruno, Vibo Valentia e Caulonia.
Molto convolgente tra l'altro e la Giudaica di Laino Borgo, che si svolge per le vie del paese e la naca di Catanzaro, che e' una delle processioni piu' diffuse del Venerdi' Santo.
Numerosi sono i pellegrinaggi e le feste in onore della Madonna, nei centri costieri, come ad esempio quella di Capo Colonna a Crotone, che viene celebrata a Maggio con processione notturna dalla Cattedrale al Santuario di Capo Colonna di Crotone.
Da ricordare anche le feste e le sagre paesane, come quella della cipolla rossa di Tropea, che viene festeggiata a Ricadi in agosto, la sagra della 'nduja a Spilinga sempre in Agosto e nello stesso periodo, la Sagra della Sardella a Crucoli, un paesino a 7 km di altitudine dalle bellissime spiagge di Torretta, sul litorale ionico.
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giovedì 21 marzo 2013

TITA, UN'IMPRENDITRICE, INTESTATARIA DI CONTI E DI BENI. Moglie di uno dei capimafia della 'Ndrangheta Calabrese. Volle' collaborare con la giustizia, non lo fece e si Suicido' con l'acido muriatico.

Era una donna forte e coraggiosa, sacrifico' la sua stessa carne e per il bene del suo sangue. Si chiamava Buccafusca Santa, ed era nata a Nicotera Marina in provincia di Vibo Valentia il 7 febbraio del 1974 e mori' il 18 aprile 2011 all'ospedale di Polistena, per aver ingerito due giorni prima dell'acido muriatico. A casa i suoi cari la chiamavano Tita, quella donna che divento' la madre di un bimbo di sedici mesi e moglie di uno dei Capimafia piu' potenti della 'ndrangheta Calabrese, Mancuso Pantaleone, che si faceva chiamare "Luni Scarpuni". Lo aveva conosciuto nel 1989, quando lei, Tita aveva solo 15 anni, venuta su da una famiglia modesta, e non di criminali, ma purtroppo quando ci si lega ad altri ambienti, lla vita cambia e prende una brutta piega. Cio' che e' successo a Tita tutto in un'attimo. Vide il padre arrestato, e proprio mentre colui, che riteneva l'uomo della sua vita, ormai ai vertici della malavita organizzata, veniva arrestato, e anche in quel periodo perse la madre. Prima che il marito di Tita, Mancuso, usci' di carcere passo' un bel po' di tempo. L'esistenza della donna iniziava a diventare cupa e difficile, cosi' un male inesorabile si porto' via anche il padre e l'adorato fratello che era diventato il suo punto di riferimento. Sui fogli lei risultava un'imprenditrice, intestataria di conti e di beni, ma i nrealta' ormai era diventata una donna sola e triste. Cosi' cadde' in una forte depressione, che nel 2008 fu ricoverata d'urgenza all'ospedale. La sua Bellezza che aveva conservato negli anni, cominciava a svanire giorno dopo giorno, che passavano mentre accorreva in tribunale ad ogni udienza del promesso sposo imputato per mafia e tanti altri crimini, insomma un vero e proprio pezzo da novanta. Intanto Mancuso usciva dal carcere si sposo' con Tita e dalla loro unione dopo poco nacque un bambino, quella creatura che convinse la donna a cambiare radicalmente la sua esistenza, ma non quella di lui. Il marito tornato in liberta', raccontano le ultime carte giudiziarie, sarebbe stato deciso a riprendersi il territorio dei Mancuso, insidiato dai nuovi capo gruppi mafiosi emergenti che intendevano far fuori il clan di Nicotera e Limbadi. E fu proprio da qui che la donna inizio' la sua fuga in giro per le caserme, con in braccio il suo piccolo, chiedendo riparo la prima volta, il 14 febbraio 2011, presso la Stazione dei Carabinieri di  Nicotera Marina, che in quel periodo erano impegnati, insieme alla compagnia di San Calogero, all'assassinio del supernarcos Vincenzo Barbieri. Il re della cocaina importata, colui che aveva creato un'impero tra la Calabria, Bologna e San Marino. E fu qui che la donna istigo' i militari dicendo loro: "si stanno ammazzando come cani ... ", " mettete posti di blocco dappertutto, andate a casa e prendete il Pc prima che sparisce". Una donna ormai al vaglio della disperazione che la costrinse ad andare dagli stessi Carabinieri, telefonare la marito, a cui disse che non si sarebbero piu' rivisti e che lei avrebbe collaborato con la giustizia. Tita' pero' non firmo' il verbale, era stanca e stremata, combattuta da un'esistenza che ormai non le apparteneva piu', ma un'ufficiale del ROS, a quel punto, in modo chiaro e fermo, la invito' a compiere una scelta che in tal caso avrebbe dovuto lasciare quel presidio, cioe' la stazione dei Carabinieri, dove aveva chiesto ospitalita' con il suo piccolo, non essendoci i presupposti per il programma di protezione. Torno' cosi' a casa con il marito, dove lo stesso Mancuso, un mese dopo la riconciliazione con Tita e precisamente il 16 aprile, busso' ai Carabinieri di Nicotera Marina, spiegando che la moglie aveva ingerito dell'acido muriatico. Dopo due giorni mori' in ospedale.
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domenica 10 marzo 2013

DURO COLPO ALLA 'NDRANGHETA: La Guardia di Finanza di Vibo Valentia in Collaborazione con il G.i.c.o. di Trieste, sequestra beni per 35 milioni di euro.

La scorsa notte le Fiamme Gialle della compagnia di Vibo Valentia, in collaborazione con il G.I.C.O.  di Trieste, nel corso di un'indagine finalizzata alla disarticolazione di una consorteria criminale di stampo 'ndranghetista, con la denuncia di 76 persone, sequestrandogli beni per circa 35 milioni di euro, dando esecuzione a dieci provvedimenti di fermo disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, a firma dei Pubblici Ministeri Marisa Manzini e Simona Rossi, nei confronti di alcuni esponenti di alcuni soggetti affiliati al clan Mancuso di Limbadi in provincia di Vibo Valentia. Un'indagine che va avanti da circa due anni, che parti' da approfondimenti di natura bancaria riguardanti soggetti di origine Calabrese residenti in Friuli venezia Giulia che hanno poi condotto gli investigatori ad operare nella provincia di Vibo Valentia, nel momento in cui e' stato accertato il coinvolgimento di soggetti appartenenti al clan Vibonese. Cosi' i militari della provincia Calabrese in sinergia con i colleghi del Nord sono riusciti a ricostruire passo passo le operazioni tecniche dell'organizzazione, denunciando cosi' 76 persone, che avevano ottenuto il controllo del territorio, grazie ai loro atti estorsivi, usurari, nonche' danneggiamenti vari, anche nel settore alimentare e nel settore turistico immobiliare. Insomma un'operazione che ha portato un'incentivo danno al clan, dove i militari delle fiamme gialle sono riusciti ad individuare i beni da loro illecitamente accumulati. Tra questi beni e' stato sequestrato anche un'intero villaggio turistico, fondamentalmente intestato ad un prestanome NordAfricano, composto da decine di appartamenti, con annessa piscina, market, due ristoranti, area camper e relativo stabilimento balneare.
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lunedì 4 marzo 2013

LA BELLA ED ELEGANTE CIPOLLA ROSSA DI TROPEA, RICCA DI VITAMINA C.

Hanno provato in tanti paesi ad imitarla, persino all'estero , ma le sue caratteristiche restano solo ed esclusivamente a lei: "la cipolla rossa di Tropea", alla quale e' stato attribuito il marchio IGP. Essa e' presente nelle province di Catanzaro, Vibo Valentia e Cosenza lungo tutta la fascia tirrenica. Viene introdotta in Calabria nell'epoca dei Fenici, come testimoniano alcuni reperti archeologici rinvenuti nella zona di Vibo Marina e Triniti. Per quando riguarda invece la sua coltivazione in modo diffuso, risale ai primi dell'ottocento. Ha numerose virtu'' racchiuse nel suo gusto dolce e carnoso, molto leggera dal profumo abbastanza delicato. Per quando riguardano le sue caratteristiche e le sue varieta', il bulbo, che sarebbe la parte esterna, e' costituito da tante tuniche rosso-violacee e ricoperte esternamente da finissime squame, mentre la parte centrale si presenta bianca. Le sue varieta' possono essere diverse, come ad esempio il cipollotto, la cipolla da serbo primaticcia e quella tardiva. Ma la  proprieta' fondamentale di questo ortaggio e che contiene vitamina C, vitamina E, ferro, selenio, iodio, zinco e magnesio ed il bulbo ha molti effetti benefici, tra questi il potere antisclerotico, consigliato tra l'altro per il beneficio del cuore e delle arterie e previene il rischio d'infarto e a differenza delle normali cipolle di uso comune che troviamo sul mercato, la cipolla di Tropea e facilmente digeribile.
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lunedì 25 febbraio 2013

Capo Vaticano: un paradiso di spiagge bianche racchiuso in una magia di Miti e Leggende.

Capo vaticano con il suo bel promontorio magico, si affaccia sul mar tirrenno nella provincia Calabrese di Vibo Valentia. Un piccolo borgo che si distingue per la magia del suo nome, Vaticano che deriverebbe infatti dal latino Vaticinium, che significa Oracolo, responso, a rievocare una leggenda che vuole la punta estrema del promontorio abitata dalla profetessa Manto. Infatti proprio a Lei si sarebbero rivolti i naviganti di quel tempo, prima di avventurarsi tra i vortici di Scilla e Cariddi e lo stesso Ulisse scampato agli scogli del pericolo, avrebbe chiesto auspici a Manto, per poter proseguire il suo viaggio. Un Mito, che a farne storia e' anche lo scoglio che sta davanti al capo e porta il nome di Mantineo, dal greco Manteuo. Infine a racchiudere il promontorio in una cornice magica e incantata, sono le sue belle spiaggie di sabbia bianca e finissima, lambite da un'acqua cristallina. A rendere particolare Capo Vaticano sono anche le spiaggie di Torre Ruffa, scenario di una triste vicenda, che il tempo conservo' la leggenda di una donna, rapita dai Saraceni, che per sfuggire alle loro grinfe, la bella e fedele vedova, donna Canfora, si sarebbe gettata dalla loro nave gridando: "le donne di questa terra preferiscono la morte al disonore . . . ". e' sara' leggenda, ma per onorare il suo sacrificio si narra che il mare cambia colore ad ogni ora assumendo tutte le sfumature dell'azzurro velo che ricopriva il capo della donna e l'eco delle onde che s'infrangono contro gli scogli, altro non sarebbe che il lamento della stessa Canfora che ogni notte saluta la sua terra. Insomma una dimora che ha racchiuso pagine d'amore, che il veneto Giuseppe Berto dedico' a Capo Vaticano, un tempo arido e selvaggio, oggi il promontorio di un giardino incantevole, che con il suo affaccio naturale, apre la vista alle splendide Isole Eolie.
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venerdì 2 novembre 2012

Crotone dopo tanti anni lascia il titolo di Provincia.

E' stato approvato con un decreto legge  del consiglio dei ministri il riordino delle provincie, ma sopratutto la riduzione, tra queste la Citta' di Crotone diventa una delle cinque province Calabresi. Il decreto prevede 51 province comprese anche le citta' metropolitane. Un'ordinamento strutturale spiega il Ministro Griffi, che vedra' la nostra nazione dalle attuali 86 province, ridursi a soli 51 capoluoghi, comprese anche le citta' metropolitane. Un taglio questo voluto dallo stesso governo con la speranza di poter far fronte alle spese del paese, che secondo i calcoli, si dovrebbero risparmiare circa 40 milioni di euro l'anno. Il tutto verra' effettuato senza alcun intervento legislativo, ma sicuramente verrano meno le giunte provinciali, dove il presidente dovra' eleggere solo tre consiglieri. Tutto questo pero' solo a quando il sistema non andra' a regime nel 2014 e a novembre del 2013 si terranno le elezioni per decidere i nuovi vertici. Crotone ha fatto e continua a fare la sua battaglia portando la sua volonta' di continuare nel suo intendo di citta'-provincia fino alla fine. Ci saranno poi le citta' metropolitane, che sostitueranno le province nei maggiori centri del paese, ma una cosa molto importante, ma forse spiacevole per chi ne ricopre la carica, il divieto di cumulo degli stipendi, dove bisognera' scegliere se mantenere l'uno o l'altro. Crotone insieme a Vibo Valentia sara' accorporata a Catanzaro e avra' come citta' metropolitana, Reggio Calabria. Qui una mappa completa del riordino delle province in italia.
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venerdì 3 agosto 2012

Vibo Valentia: negano l'affitto per le vacanze ad una coppia gay.

Una storia davvero particolare quella che e' successo a Vibo Valentia, piu' che altro una notizia che nonostante, tutta la cordialita' che hanno i calabresi, stavolta si sono ritrovati davanti ad una situazione un po' spiacevole ed imbarazzante, che purtroppo hanno reagito con un po' di pregiudizi.

 "Siete una coppia gay? Allora niente casa..."

Questo e quando e' stato detto ad una coppia gay, che gli hanno negato l'affito in una casa per le vacanze. Calabria terra ospitale? Fra i tanti difetti assegnati a questa terra, quello della poca ospitalità non era davvero mai spiccato fortunatamente ma si sa che, purtroppo, ogni regola ha la sua eccezione. A raccontarcelo è Fabio Canino, conduttore televisivo e radiofonico, scrittore, attore teatrale e cinematografico (ha recitato nel terribile film, per sua stessa ammissione, che ha visto il debutto sul grande schermo della Ventura, “Fratelli coltelli” del 1997), e difensore dei diritti dei gay. Canino non ha mai nascosto la sua omosessualità anzi in lui molti hanno come trovato la forza, lo stimolo per non nascondere il proprio orientamento sessuale. La brutta notizia arriva proprio da un tweet di Canino, status che poi viene ribattuto anche sul proprio Facebook. «Calabria: rifiutato l’affitto di una casa per le vacanze ad una coppia gay. Adesso scatenatevi: Calabria si, Calabria no, gay si gay no», è il testo. La provocazione nasce da una brutta storia segnalata da un suo amico romano che non vuole assolutamente comparire perché già fortemente amareggiato per quello che è accaduto. Già ma cosa è accaduto? Succede che questo signore decide di venire a trascorrere le proprie vacanze in Calabria, per l’esattezza a Vibo Marina.
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domenica 20 maggio 2012

CAPOVATICANO: LA TERZA SPIAGGIA PIU' BELLA D'ITALIA E FRA LE 100 PIU' BELLE IN TUTTO IL MONDO.

Abbiamo parlato della Calabria per lungo e per esteso, di mari e di monti, ma e proprio qui che abbiamo tralasciato un angolo di mediterraneo tutto da scoprire: CapoVaticano. un' estesa localita' balneare del Comune di Ricadi (VV) ricca di strutture ricettive dotati di servizi di animazione. Il roccioso promontorio di Capo Vaticano si trova in un versante Calabrese sulla parte Tirrenica, situato a 284 metri del monte Poro, formando uno spartacque naturale  tra i golfi di Gioia e di Sant'Eufemia. Prima di diventare una forte localita' turistica, Capo Vaticano era un piccolo villaggio di pescatori, dove una leggenda vuole che nell'antichita' vi fosse un oracolo che sostava proprio sul promontorio al quale tutti i pescatori e i naviganti del luogo si rivolgevano, prima di affrontare la loro avventura in mare, andandolo a visitare nella grotta dove giaceva, posta sotto di uno scoglio che prese appunto il suo nome: Mantineo, dal significato: "comunicare con la comunita' divina". Una delle tante particolarita' e caratteristiche che differenzia CapoVaticano dalle altre localita' turistiche, sono le spiaggie bianche, dove appunto la sabbia e proprio bianca, che la coronano di titolo come una delle tre spiaggie piu' belle d'Italia e fra le 100 piu' belle in tutto il mondo. Un posto incantevole ancora incontaminato che vanta, oltre alla sua sabbia bianca, di altre straordinarie bellezze. In soli 7 km di acque limpidissime che si tingono di diverse gradazioni di colori che vanno dal blu' profondo, al turchese con un susseguirsi di azzurro che ci trascina nel suo fondale, dove il suo fascino e la sua bellezza e' davvero indescrivibile, dove si possono riscoprire le popolazioni ittiche piu' diffuse e variegate, grazie al suo gioco di correnti dovute all'incrocio dei due golfi, come sopracitato, quello di Gioia e quello di Sant'Eufemia, per non tralasciare gli incantevoli tramonti delle vicine Isole Eolie, che a descriverle a parole e' davvero difficile, insomma un angolo di paradiso, ma sopratutto una Perla della Calabria da visitare, scoprire, ma sopratutto  . . . viverla di persona.
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sabato 7 gennaio 2012

MUTUI IN CALABRIA SEMPRE PIU' IN CALO, SUL 18% DI DOMANDE PRESENTATE SOLO IL 3% VENGONO ACCOLTE.

In questo periodo di crisi, l'Italia deve anche Fronteggiare i problemi del Mezzogiorno, che stando sotto gli occhi di tutti, la sua crisi diventa sempre piu' dolente. Uno dei maggiori problemi dell' Italia del Sud sono i Mutui, che secondo una statistica i giovani meridionali, sono quelli che riscontrano grossi problemi nell'acquisto di una casa, dovendo chiedere un mutuo, infatti le domande pervenute sull'acquisto di prima casa dalla Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania e Puglia che rappresentano il 18% dei preventivi pervenuti solo il 3% e' stato accolto. La maggior parte a richiedere un mutuo sono giovani sui 27 anni di eta' che mediamente chiedono un mutuo con una durata massima di 25 anni. In base alle altre regioni dove viene richiesto un prestito un po' elevato, la Calabria e' quella che riesce ad adeguarsi un po' alle tendenze di mercato rivelandosi molto prudenti sulla scelta di un tasso, dove il 65% sceglie un tasso fisso.  La provincia Calabrese che ama di piu' il tasso fisso e' Catanzaro, dove la percentuale arriva addirittura al 75%. Gli Under 30 in Calabria interessati all'acquisto di una casa con la fortuna di rientrare in quel 3% e farsi erogare un mutuo, aspirano mediamente a richiedere un capitale sui 122.000 euro, vale a dire un 74% del valore dell'immobile. La provincia con importi piu' alti secondo una statistica e' Vibo Valentia con 135.000 euro, seguita da Catanzaro con 134.000 euro, Reggio Calabria con 125.000 euro e Crotone con 118.000 euro che vanta un Loan to value del 78% ed infine con minori importi di capitale richiesto e' la provincia di Crotone.
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