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venerdì 29 agosto 2014

Brognaturo e l'arte delle Pipe.

Si chiama Brognaturo, ed e' un piccolo paesino ai piedi di Vibo Valentia, circa 45 km a sud/est dal centro del capoluogo, sul litorale jonico della Calabria.

Un piccolo borgo che si distingue dal resto della regione per la qualita' della sua radica la quale permette la realizzazione di autentiche pipe d'arte che hanno dato una storia millenaria ad antichi artigiani intagliatori.

Uno di loro era il maestro Domenico Grenci, abile artigiano Vibonese, che con il passare del tempo ha trasformato la sua passione, la sua arte in fiorente attivita' produttiva, tramandando ai suoi figli una tecnica di lavorazione nell'intaglio del legno, tanto da far diventare le "pipe di Brognaturo", un segno distintivo della famiglia in ogni angolo del mondo.

Infatti la storia del famoso artigiano vibonese inizia proprio in un angolo di mondo e precisamente negli Stati Uniti agli inizi dei primi anni '60, dove Domenico era emigrato qualche tempo prima, in cerca di fortuna.

Un giorno passeggiando per il corso principale di Chicago, il Grenci fu colpito da un negozio con una vasta esposizione di pipe, dalla loro forma e  lucentezza, rievocando in lui quell'arte e quella maestria che aveva lasciato nella sua lontana terra.
Così la curiosità odierna del calabrese davanti a quella vetrina scaturisce nel titolare del negozio la fatidica domanda: "cos'hai da guardare continuatamente . . . ?"
Domenico, senza nemmeno esitare risponde: "gurdavo le sue pipe in vetrina, io le so fare molto meglio."
Una vera e propria sfida per il titolare della bottega, tantochè, il Cellini, quest'ultimo lo mette subito alla prova consegnandoli un'immagine da rintagliare su una pipa: un risultato eccezzionale.

Ed e' da qui che inizia il sogno americano per Domenico Grenci, che inizia subito a lavorare nel negozio,  con la serranda del laboratorio alzata, in modo che ognuno potesse seguire in diretta gli intagli e la realizzazione delle pipe.
Uno strepitoso successo, tanto da portare dopo alcuni anni, l'artigiano calabrese, nella propria terra, per continuare la sua passione di intagliatore nella sua Brognaturo, dove proprio nel vibonese l'abbondante materia prima e' di ottima qualita'.
Realizzo' la sua prima bottega artigiana, che fu un subito punto di riferimento, di precisione, ma sopratutto di raffinatezza, la quale si contraddistingueva dagli altri artigiani del mondo.
Infatti le pipe di Brognaturo una volta terminato il suo processo di lavorazione è già pronta per essere utilizzata, infatti a differenza di altre pipe, realizzate in posti diversi da Brognaturo, non necessitano di trattamento preventivo con miele o liquore alla prima fumata.

Tutto questo e' merito anche delle fasi concatenate, per la loro realizzazione.

Il primo processo inizia con i cioccaioli che portano in bottega la radica rigorosamente estirpata, non deve essere infatti colpita dal sole per evitare le formazioni di crepe nel legno.

Sezionata subito la radice, viene portata subito al taglio ovvero sagomata, formando delle "placche" che successivamente verrano bollite in caldaie di rame per eliminare dal legno il tannino, sostanza la cui presenza altererebbe l'essenza naturale del tabacco.
Per questo le pipe dei Grenci, vantano di un sistema di bollitura di circa 6/7 ore, il tempo necessario che consente a loro di arrivare a non lasciare nel legno alcuna traccia di tannino, garantendo così originalità e purezza del profumo del tabacco stesso.

Dopo la bollitura le placche vengono tenute a lungo in luogo fresco e riposte in scaffali  per una stagionatura al naturale lunga circa dieci anni.
Oggi invece le altre ditte, hanno un ritmo di produzione abbastanza veloce tanto che si arriva alla lavorazione dopo 15 giorni di essiccazione ottenuta meccanicamente.
A differenza invece degli artigiani calabresi di Brognaturo, che sono rimasti fedeli alla loro antica tradizione di metodi artigianali, che hanno la pazienza di aspettare per ottenere risultati distinti ed eccezzionali.

Infine la fiammatura chiude il ciclo di lavorazione di una vera e propria "Pipa di Brognaturo", caratterizzando in modo proporzionale, il valore alla pipa, anccora meglio se al posto delle venature, il legno presenta macchiette tondeggianti, che prendono il nome di occhio di pernice.

Possiamo ricordare infatti le inseparabili pipe dell'ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini e del sindacalista Giovanni Lama, costruite per loro proprio dal maestro Domenico Grenci di Brognaturo.

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domenica 19 maggio 2013

SAN LUCA: sciolto il Comune dal Consiglio dei ministri, per condizionamenti criminali.

La notizia e' di qualche giorno fa e fa riferimento al Consiglio dei Ministri, che ha dovuto sciogliere il Comune di San Luca, per condizionamenti criminali, da parte di cosche organizzate.

Il provvedimento e' stato adottato dopo l'accesso antimafia disposto dal prefetto di Reggio Calabria, Vittorio Piscitelli, su delega del Ministro dell'Interno.
Il primo cittadino di San Luca, Sebastiano Giorgi, si e' detto "amareggiato e sorpreso" per l'accaduto, ma sopratutto per la decisione improvvisa.
Il Sindaco si difende, dicendo, di aver operato sempre nella legalita' e al massimo della trasparenza.
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venerdì 12 aprile 2013

I GRILLINI CALABRESI contro l'Assenteismo. Un sistema criminale fatto di bugie, che ha portato al TRACOLLO MORALE.

Vi ricordate la vicenda successa qualche giorno fa a Reggio Calabria sull'assenteismo?
Dove furono arrestate 17 persone con l'accusa di truffa e falso, per aver raggirato un'ente comunale al servizio del cittadino.
Bene ... e' qui che entra in gioco il Movimento 5 Stelle della Calabria e di Reggio Calabria, in occasione appunto di questa operazione che ha coinvolto 95 spensierati dipendenti comunali.
"Stiamo parlando dello Specchio di un modello politico fallimentare", dicono i Grillini, un sistema fatto di bugie, omerta', complicita' e truffa che ha avuto come unico scopo solo quello di andare a fare Shopping tranquillamente, come semplicemente accompagnare i propri figli a scuola, dopo aver timbrato il loro badge, oppure ancora prendersi il caffe' in santa pace al bar piu' vicino, chiacchierando tranquillamente del piu' e del meno, mentre quelli meno fortunati, combattono per trovare un posto di lavoro, o meglio, si sforzano, chi c'e' l'ha, di tenerselo caro. E magari questi dipendenti comunali, che abbandonavano il posto di lavoro impunemente, erano quelli che un po' di tempo fa protestavano rabbiosamente in piazza Italia per il ritardo pagamento del loro stipendio, ribadisce il M5S.
Un meccanismo, che nella nostra amata Calabria incita ancora di piu' a delinguere, facendo passare un comportamento del genere, reato da codice penale, come un qualcosa di universalmente tollerato. In conclusione un modello che ha portato al tracollo morale ritenuta infine, un'assuefazione all'illegalita'.

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mercoledì 10 aprile 2013

LA 'NDRANGHETA VOLEVA RAPIRE BERLUSCONI NEGLI ANNI '70.

Erano gli anni '70, quando la 'ndrangheta calabrese decise di rapire Silvio Berlusconi, ma gli fu impedito dalla mafia siciliana.
Cio' e' stato pubblicato sul Corriere della Calabria, insieme a dei verbali inediti che ricostruiscono la trasferta meneghina dei boss Stefano Bontade e Paolo De Stefano, servita a dissuadere le 'ndrine, nel significato calabrese cosca, che deriva dalla parola appunto, 'ndrandgheta.
Fu firmato un Patto tra calabresi e siciliani, che pero' fu mal digerito da alcune cosche e provoco' una frattura al vertice della 'ndrangheta, che ebbe pesanti ripercussioni negli anni successivi.
Per impedire il sequestro del cavaliere, si mise in moto anche la massoneria deviata, e a Milano si svolse un'importante incontro, quello tra i due boss accennati all'inizio del post.
Quell'incontro infatti servi' proprio a saldare il patto tra Calabresi e Siciliani, per impedire il rapimento.
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martedì 9 aprile 2013

REGGIO CALABRIA: "Operazione Torno subito". La Guardi di Finanza scopre, la truffa dell'assenteismo.

Era il 16 febbraio del 2011, quando la Guardia di Finanza di Reggio Calabria scopre qualcosa di anomalo, davanti a Palazzo san Giorgio. Il Comune e' ancora chiuso, e fuori stazionano un gruppo di persone in attesa che il portone dell'ufficio pubblico si apre.
Quando cio' accade, i militari delle fiamme gialle annotano, che alcuni soggetti dopo aver varcato l'ingresso di Palazzo San Giorgio e diretti verso il badge, dove si timbra l'orario di arrivo, per iniziare a lavorare, succede una cosa strana. Una volta timbrato il cartellino, si allontanano in macchina senza farvi piu' ritorno.
Gli inquirenti decidono cosi' di piazzare una telecamera all'interno del palazzo, proprio sopra il lettore badge.
Da quelle riprese emerse l'esistenza di diversi  e numerosi gruppi di impiegati che, scambiandosi favori a vicenda, erano soliti timbrare i relativi badge personali in ingresso ed uscita, attestando cosi' falsamente la propria presenza sul posto di lavoro e percependo di conseguenza il corrispettivo stipendio, indebitamente erogato dall'ente di appartenenza.
Ma il "premio" per il piu' generoso, spetta a un impiegato della segreteria del gabinetto del sindaco che risulta aver timbrato per ben 272 volte, il badge a deisuoi colleghi, mentre il detentore di un altro record, va ad un impiegato, che si sarebbe allontanato dal proprio posto di lavoro, per un totale di 163 ore con un danno erariale all'ente di 1.300 euro.

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venerdì 29 marzo 2013

Carcasse di delfini morti sulle spiaggie della Calabria.

E' gia il terzo caso in poco tempo, quello del ritrovamento di cetacei sul litorale tirrenico, nei pressi di Curinga, in provincia di Catanzaro.
Dopo il primo ritrovamento che ha allertato le autorita' competenti, altre due carcasse di delfino, della specie stenella, sono state ritrovate sul litorale dalla guardia costiera, dove le autorita' sanitarie hanno prelevato degli organi per accertarne la morte.
Nei giorni scorsi, infatti, un altro delfino e' stato ritrovato morto. Complessivamente dall'inizio dell'anno, sono stati quindici i cetacei morti, in prevalenza delfini, trovati sul versante tirrenico della Calabria.
La moria di Cetacei, in prevalenza delfini di questa specie, sta mobilitando il mondo scentifico nazionale al fine di accertare le cause di quella che si sta delineando come una vera e propria strage di mammiferi marini.
Infatti nei giorni scorsi, oltre alle due stenelle, e' stata ritrovata anche la carcassa del piu' raro "Grampo grigio" sul versante tirrenico della Calabria, portando ad un numero sconcertante di cetacei, circa una quindicina, spiaggiati dall'inizio dell'anno sulle rive calabresi.

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venerdì 22 marzo 2013

Gioia Tauro: DUECENTO CHILI DI COCAINA sequestrati nel porto dalla finanza.

Un enorme quantitativo  di droga e' stata sequestrata stamane nel porto di Gioia Tauro, dalla guardia di finanza e dalla polizia doganale del porto. La droga era cocaina ed era stata individuata in un container, che conteneva pellame in transito nello scalo e sbarcato da una nave mercantile. Sono stati ritrovati 198 panetti nascosti all'interno di cinque borsoni e secondo gli investigatori la merce avrebbe fatturato all'incirca 40 milioni di euro. Un lavoro quello dei militari delle fiamme gialle, dove specie nel porto Calabrese, che diciamo e l'unico smercio di collegamento importante per il sud, davvero eccellente dove anche l'anno scorso fu sequestrata tanta droga da poter rifornire tutto il meridione.
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lunedì 18 marzo 2013

TERREMOTO POLITICO IN CALABRIA: VOTI DI SCAMBI CON I CLAN DELLA 'NDRANGHETA.

Voto di scambio: la posizione di quattro politici reggini è al vaglio dei magistrati dell’antimafia. Sulla Calabria rischia di abbattersi un nuovo terremoto politico. Sotto la lente della procura sarebbero le Politiche del 2006 e le regionali del 2010 durante le quali ci sarebbe stata una vera e propria corsa per accaparrarsi i pacchetti di voti detenuti da personaggi degli ambienti criminali locali. I fatti sarebbero al centro di alcune informative delle forze dell’ordine, qualcuna già allegata ad una precedente inchiesta giudiziaria.
Per il voto al Parlamento di nove anni fa che decretò la vittoria di Romano Prodi gli occhi sono puntati su due politici che all’epoca dei fatti erano collocati nella coalizione di centrosinistra. Entrambi sono stati pizzicati dagli investigatori in un albergo reggino in compagnia di alcune persone vicine ad ambienti criminali che avrebbero garantito il sostegno elettorale ai due esponenti politici del centrosinistra. E alcuni personaggi in odor di ‘ndrangheta sono stati già arrestati in precedenza a seguito di inchieste della Direzione distrettuale antimafia reggina. Indagini che sarebbero supportate anche da materiale audiovisivo.Per le regionali, invece, che portarono alla vittoria di Giuseppe Scopelliti ai raggi X sono le posizioni di un esponente del centrosinistra e di uno del centrodestra. Sul primo già ci sarebbero riscontri importanti sul voto di scambio consumato.
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lunedì 4 giugno 2012

IL G4 DELLA 'NDRANGHETA CALABRESE, COME IL G8 DEI GRANDI DELLA TERRA.

Come il G8 per i grandi della politica mondiale, in Calabria esiste il G4 per la 'ndrangheta. Giuseppe De Stefano, Pasquale Condello, Giovanni Tegano e Pasquale libri, rappresentano una vera e propria organizzazione di strategie economiche comuni, per tutto cio' che riguarda il mondo della 'Ndrangheta Reggina. Rappresentano un vero e proprio G4, come per i "Grandi" della terra, per i primi ministri che pur conservando quella loro autorevolezza, per l'autonomia dei propi Stati, decidono di rinunciare ad un pezzetto di sovranita' a vantaggio di un'intera comunita'.

Cosi' anche loro, il "G4" gestisce la parte economico-imprenditoriale, che pero' non decide la politica criminale, quella purtorppo e' demandata da altri, che pur rimanendo anonima e nell'ombra, rappresentano la vera anima nera dell'organizzazione. Governa le scelte della citta' e bene pero' intendersi, perche' non parliamo di politica in senso stretto; non parliamo di soggetti estranei alle istituzioni, ma di coloro che orbitano intorno, e che conducono altri verso le direzioni piu' opportune.
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martedì 1 maggio 2012

GIALLO DI VILLAPIANA: CONFESSA LA DONNA FERITA, DOMENICA RUGGIANO, HA UCCISO MARITO E FIGLIA.

Vi ricordate il giallo di Villapiana, in provincia di Cosenza dove furono ritrovati il corpo di una donna e di un uomo senza vita, ed un terzo corpo ferito quello della madre, che oggi ha confessato sottopressione degli inquirenti che l'hanno interrogata nell'ospedale di Rossano dove e' ricoverata, perche' gravemente ferita ad un'anca durante la colluttazione. La donna riferisce che prima avrebbe commesso l'omicidio o addirittura il duplice omicidio e poi avrebbe tentato il suicidio, dove pero' e' rimasta solamente ferita. La donna ha ammesso di essere stata lei ad assassinare marito e figlia, a conclusione di un lungo interrogatorio condotto dal pm della Procura di Castrovillari, Maria Grazia Anastasia, che ha condotto l'inchiesta sul duplice omicidio. La donna che si e' ritenuta colpevole del massacro, ha confessato che da tempo c'erano dei contrasti con il marito, per quando riguarda invece l'assassinio della figlia la Ruggiano pare apparentemente confusa, dove non e' riuscita a fornire nessuna spiegazione.

I funerali si sono svolti ieri nella chiesa del piccolo paesino dove tra l'altro ha raccolto molta gente dei paesi circostanti come trebisacce. I due feretri sono stati accolti nella chiesa dalla folla, da un lungo applauso dove le due bare sono state ricoperte quella di Vincenzo il padre (in alto nella foto), da rose rosse e quella della figlia Rosa (in alto nella foto), da rose bianche. Una vicenda che ha scosso tutta la comunita', un dramma dove la magistratura sta cercando ancora di far luce.
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sabato 28 aprile 2012

CRONACA: IL GIALLO DI VILLAPIANA DELLA FAMIGLIA GENOVESE.

E' successo a Villapiana in provincia di Cosenza, una tragedia familiare che ha visto coinvolti marito, moglie e figlia, dove la moglie e' rimasta ferita ed e' sottoshock. I punti oscuri della vicenda sono tanti, che si fara' luce sull'accaduto dal racconto che deporra' la donna supersiste. L'allarme e' scattato in tarda serata di ieri grazie alla segnalazione di un passante, ma i fatti sarebbero accaduti gia' qualche ora prima, se non addirittura nella mattinata. Il passante avrebbe notato il corpo di un'uomo accasciato vicino al proprio uscio di casa, apparentemente senza vita, e pensando che sia in preda ad un malore si avvicina per rendergli soccorso, ma purtroppo , Vincenzo Genovese, l'uomo accasciato a terra,  ha il viso sanguinante e purtroppo e' gia' morto. Non solo, ma in casa il passante in cerca di asparagi nelle vicinanze che ha scoperto la vicenda, si accorge che in casa c'e' un'altro corpo, e' quello della figlia del Genovese, anche questa senza vita, con una grave ferita alla coscia e nella zona pelvica, dove le avrebbe reciso un'arteria, facendola morire dissanguata. L'uomo in preda al panico, ha la costanza di avvisare i soccorsi e la pubblica sicurezza, dove nel frattempo lo stesso uomo si accorge che in casa c'e' una terza persona sdraiata in terra con una ferita all'anca, dove viene trasportata d'urgenza con il 118 e' sottoposta ad intervento chirurgico. La casa dove si e' consumato questo agghiacciante giallo, dai retroscena misteriosi e accattivanti, un luogo dove sia gli uomini del commissariato di Castrovillari e di Rossano unitamente ai Carabinieri del comando provinciale di Rossano, cercano di dar luce insieme alla sezione scentifica a cosa possa essere accaduto in quell'abitazione.
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mercoledì 28 marzo 2012

LA 'NDRANGHETA IN CALABRIA E' RIUSCITA A CORROMPERE ANCHE IL GIP DEL TRIBUNALE DI PALMI CON "ESCORT IN HOTEL E LUSSUOSISSIMI VIAGGI".

E' sempre stata una grossa piaga, ha diramato le sue radici dappertutto, come una volta lo era la mafia. Stiamo parlando della 'ndrangheta Calabrese che da qualche anno a questa parte, da quando la mafia e' stata messa alle strette, sta prendendo sempre piu' potere, e' sta rafforzando il suo esercito. Tanto che riesce a corrompere importanti figure dello stato, come e' successo al Gip del tribunale di Palmi, arrestato nella sua abitazione di Cittanova, stamattina dalla polizia su ordine della Dda di Milano, perche' coinvolto in un'inchiesta sulla cosca Lampada della 'ndrangheta. L'arresto e' stato eseguito dalle squadre mobili di Milano e Reggio Calabria, notificando al giudice l'ordinanza di custodia cautelare ed e' in corso ora il trasferimento del giudice nel carcere di Milano. Giancarlo Giusti e' stato arrestato come gia' detto per corruzione aggravata e secondo l'accusa il Gip arrestato avrebbe intascato dalla 'ndrangheta 71mila euro, bellissime Escort in hotel e per finire, come se non bastasse tutto cio' a corromperlo, lussuosissimi viaggi. Insomma una vera e propria vivenda di corruzione, dove ci fa capire che anche se si indossa cariche importanti, come quella del Gip, bisognerebbe essere forti, difronte a questi malesseri della nostra societa'.
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lunedì 19 marzo 2012

ISOLA DI CAPO RIZZUTO: SCOPERTO DAI CARABINIERI IN UN TERRENO ESPLOSIVI E MUNIZIONI.

Nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Isola di Capo Rizzuto sono intervenuti in località Ventarola, dove il proprietario di un terreno agricolo aveva poco prima scoperto, nascosto tra le frasche, uno zaino contenente 68 cartucce calibro 45. I militari hanno, a quel punto, perquisito a fondo tutto il terreno e lungo il muro di cinta hanno rinvenuto, sepolti sotto diversi centimetri di terra e avvolti in una busta sigillata, due involucri contenenti complessivamente 1 chilogrammo di esplosivo del tipo utilizzato solitamente nella cantieristica civile per scavare grosse aperture nella roccia come nel caso della costruzione delle gallerie. E’ molto probabile che i due ritrovamenti possano essere riconducibili ad un'unica volontà di utilizzare quel terreno quale nascondiglio per azioni criminali. Sul posto sono immediatamente giunti i Carabinieri Artificieri del Comando provinciale di Catanzaro, i quali hanno proceduto a far brillare in condizioni di sicurezza l’esplosivo rinvenuto.
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domenica 18 marzo 2012

CATANZARO: AGGRESSIONE A SETTE CARABINIERI, DUE DI LORO FINISCONO IN OSPEDALE.

Qualche giorno fa nel capoluogo Calabrese, Catanzaro sono stati aggrediti sette Carabinieri, dei quali due di loro sono finiti all'ospedale con trauma cranico. L'episodio e' successo in viale isonzo, nel primo pomeriggio del 12 di questo stesso mese, quando i militari stavano per notificare un provvedimento di sequestro di un mezzo a due pregiudicati della zona. Si sarebbe cosi' scatenata la furia dei malviventi contro gli uomini dell'arma, ed inoltre ad alimentare di piu' l'aggressione le famiglie dei pregiudicati si sono scagliati anch'essi contro i carabinieri, colpendo uno di loro alla testa con uno stereo. Tre sono stati gli arresti, di cui i due malviventi e la loro madre. Insomma dei drammi che tutt'ora si consumano in queste piccole periferie di citta' dove il degrado e la disoccupazione portanio alla disperazione gente, da compiere gesti estremi come questa aggressione ai carabinieri.
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venerdì 16 marzo 2012

CASTROVILLARI: INCASSAVANO LA PENSIONE DEL PARENTE DEFUNTO.

E' successo a Castrovillari, in Calabria, non hanno comunicato la morte del congiunto e per quasi quattro anni hanno continuato ad incassare la sua pensione Inps. E' l'accusa con la quale la Guardia di finanza ha confiscato alla moglie ed al figlio del pensionato, in esecuzione di un provvedimento del gip di Castrovillari, 45 mila euro in contanti. La confisca fa seguito alla denuncia della madre e del figlio del pensionato alla Procura della Repubblica, la prima con l'accusa di truffa ed il secondo di riciclaggio
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lunedì 5 marzo 2012

REGGIO CALABRIA: CROLLO DEL PALCO, CHE STASERA OSPITAVA LA PAUSINI, CAUSANDO UN MORTO E FERITI.

E' successo a Reggio Calabria, dove questa sera si doveva esibire la pop star Laura Pausini, sul palco che e' crollato provocando la morte di una persona, Matteo Armellini, 31 anni, mentre altri son rimasti feriti in modo non grave. Un cedimento strutturale ha causare il crollo  e a far scivolare la struttura metallica su se stessa, che si e' abbattuta sulle gradinate e su degli operai. Nella nottata al Palacalafiore dove era adibita la struttura sono arrivati i primi soccorsi, e' ora e' compito della magistratura rilevare le colpe del crollo.
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giovedì 2 febbraio 2012

ISOLA DI CAPORIZZUTO: ARRESTATO UN GIOVANE. OLTRE A SEMINARE FRUTTI DI STAGIONE SEMINAVA E CURAVA ANCHE MARIJUANA.

E' successo nella notte del 31 gennaio ad Isola di Capo Rizzuto, dove gli uomini della stazione dei Carabinieri del posto, hanno colto in flagrante un giovane coltivatore del posto, che oltre a coltivare frutti di stagione, seminava e curava marijuana. Ai carabinieri era gia' noto il giovane, Nicola Pullano, sempre per detenzione di sostanze stupefacenti, ma questavolta le forze dell'ordine, dopo una particolare attivita' investigativa e dopo aver pedinato il giovane, sono arrivati all'abitazione, dove facendo irruzione hanno rinvenuto, in diversi locali della casa, 320 grammi di marijuana gia' essiccata e circa 800 grammi di semi pronti per essere coltivati.

Adiacente all'abitazione del Pullano i Carabinieri hanno scoperto l'esistenza di un'altro locale, di propieta' dello stesso, che usava per essicare le piantagioni, allestito per la perfetta aereazione delle piante, la cui unica loro fonte di vita, una lampada. Alla presenza dei militari il giovane ha ceduto loro cio' che aveva davanti, pensando di nascondere il resto, ma l'insistenza dei Carabinieri ha prevalso, portando allo scoperto gli altri locali adibiti alla cura ed il confezionamento della marijuana.
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domenica 22 gennaio 2012

Crotone,ragazza di 19 anni muore dopo il parto cesareo.

E' successo a Crotone, il 20 Gennaio del 2012,una ragazza di 19 anni, Jessica Rita Spina, morta dopo il suo parto cesareo.
La Procura di Crotone ha deciso di sottoporre ad indagini tutti coloro che hanno assistito al parto,l'ipotesi di reato e' di omicidio colposo.
Il bambino fortunatamente sta bene,e' stato portato a casa dalla nonna materna sano e salvo.
E' accaduto tutto molto in fretta, quando la madre dopo il parto sembrava stare bene, ma non era proprio così, Jessica non riusciva a respirare bene e ad urinare. I dottori continuavano a dire che non era niente, fino a quando le gambe della ragazza sono diventate nere, dopo sono stati contattati altri dottori che l'hanno portata in sala di rianimazione dove e' morta.
Queste sono le parole dello Zio di Jessica, in cui afferma di volere giustizia.
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lunedì 26 dicembre 2011

SAN GIOVANNI IN FIORE 5 RAGAZZI PERDONO LA VITA IN UN'INCIDENTE STRADALE; OGGI L'AUTOPSIA DI UNO DEI CORPI.

E' successo nella notte di Natale, a San Giovanni in Fiore, nell'altopiano Silano della Calabria, sulla S.S.107, intorno alle 1,30 di notte. Un' utilitaria con cinque giovani a bordo, a perso il controllo ed e' andata a sbattere contro un guardarail, finendo la sua corsa in un frontale con un Suv, Hunday Santa Fe. Nella tragedia hanno perso la vita Robert Laurenzano, il fratello Frank, 22 anni, Domenico Noce, 20 anni, che era alla guida della Wolkswagen Lupo, Samuele crivaro e la 15enne Emanuele Palmieri. 
I cinque giovani dopo aver terminato la tradizionale cena di vigilia, con le rispettive famiglie, si sono messi in viaggio per recarsi da un loro amico, nei pressi di San Giovanni in Fiore, cosicche' sotto la pioggia e la scarsa visibilita', il giovane vent'enne, alla guida ha perso il controllo dell'autovettura, sbattendo contro un guardarail della corsia opposta, prima di essere travolta dal Suv, sul quale si trovava a bordo una famiglia di Crotone, padre e madre rispettivamente, 42 e 38 anni e i due figli, dove sono rimasti gravemente feriti. L'uomo prurtroppo e' stato iscritto nel registro degli indagati, dove in un atto del genere, che tra l'altro ci sono delle persone decedute, il conducente dovra' incaricare un perito, che assistera' all'autopsia che sara' eseguita sul giovane Robert Laurenzano. La procura di Cosenza per ora non potra' dare il suo esito sull'indagine, in riguardo anche alla documentazione in possesso sul conducente del Suv, per eventuali risultati effetuati dall'alcool test, eseguiti in ospedale dopo l'incidente e non sul posto con l'etilometro.

Le cinque giovani vittime erano amatissime da tutti, anche perche' i due fratelli avevano tirato su una band. Le ricorda il popolo di facebook, dove hanno istituito diversi gruppi come: "Per sempre nel cuore" e "Piccoli Angeli" dove con i loro commenti hanno invaso il social network, soprattutto di ragazzi della loro eta', coetanei che hanno espresso la loro tristezza, il loro dolore, per una tragedia che ha colpito il paese intero.
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venerdì 30 settembre 2011

CROTONE: AVVISTATI DALLA GUARDIA DI FINANZA DUE GOMMONI DI CLANDESTINI.

Sono stati avvistati, per caso, in servizio di perlustrazione, da un elicottero della guardia di finanza, due gommoni di clandestini, vicino le coste ioniche e precisamente al largo di Capo Cimiti, nei pressi di Crotone. Una volta avvistati, gli immigrati sono stati affiancati da tre unita' navali due della guardia di finanza e una della guardia costiera, scortandoli successivamente nel porto di Crotone. Gli immigrati erano in tutto 89 di cui 48 uomini, 17 donne e 24 minori di varie nazionalita', afghani, pachistani, iracheni e siriani tutti in ottima salute alloggiando temporaneamente nel Centro di accoglienza Sant'Anna.
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