domenica 27 marzo 2011

"MUSOLINO", IL BRIGANTE CALABRESE PIU' POPOLARE.

Il "brigante" piu' noto della Calabria e' considerato Giuseppe Musolino. Ma chi era veramente questo famigerato "brigante"? Un lavoratore tranquillo di S. Stefano d'Aspromonte, dov'era nato il 1875, quando fu arrestato perche' avrebbe sparato e ferito un uomo. Cerco' con ogni mezzo di dimostrare la sua innocenza, ma inutilmente! Fu condannato a ventuno anni di carcere per colpa di alcuni testimoni falsi. La lettura della sentenza del magistrato dell'Assise di Reggio Calabria lo sconvolse e, con animo fermo, giuro' di vendicarsi cantando a bassa voce il motivo della canzone del brigante Martino: "'Nd ebbiru lligrizza chiddu jornu / quandu i giurati cundannatu m'hannu... / ma si pi sciorta a ddu paisi tornu / chidd'occhi chi ridiru ciangirannu. / (N'ebbero allegrezza quel giorno / quando i giurati condannato m'hanno / ma se per sorte a quel paese torno / quegli occhi che risero piangeranno. / Dopo due anni riusci' ad evadere (gennaio 1899) dal carcere di Gerace e divento' il "brigante" dell'Aspromonte! E, come il personaggio di Alessandro Dumas "Il Conte di Montecristo", si vendico' dei suoi accusatori e dei suoi nemici uccidendo sette persone e ferendone undici. In quel tempo, in Calabria e fuori, Musolino era diventato un mito, il re della foresta. Si vedeva ovunque, ma nessuno riusciva a precisare dove. Dopo una lunga ed avventurosa latitanza, fu catturato per puro caso da due carabinieri in perlustrazione. Musolino si trovava nelle campagne di Acqualunga (Urbino) quando avvisto' due carabinieri, armati di tutto punto, che lo seguivano. Temendo di essere stato scoperto, si mise a correre in cerca di un posto sicuro. Correndo, sfortunatamente per lui, urto' ad un filo spinato di un reticolato, coperto di arbusti, e rimase impigliato come un uccello in trappola per cui i carabinieri non trovarono alcuna difficolta' ad ammanettarlo. Era il 1901. Dopo qualche anno fu processato e condannato all'ergastolo. Musolino non ebbe la forza di resistere al suo dramma ed impazzi' in carcere. Il 1946 fu graziato e si stabili', ormai stanco ed inebetito, a Reggio Calabria dove mori' il 1956. Una triste e penosa fine, ben diversa da quella del Conte di Montecristo! Eppure c'e' una certa analogia tra la storia di Musolino e quella fantomatica di Montecristo! Forse per le origini dei protagonisti non poteva essere uguale. E cosi' Musolino restera' nella memoria del tempo il terribile , "brigante" della Calabria ed "Il Conte di Montecristo" il giustiziere dei falsari, dei mistificatori, dei persecutori.

Nessun commento:

Posta un commento