mercoledì 4 dicembre 2013

CROTONE: Volevano gettare la bambina in mare, perchè vomitava e piangeva a causa del mar mosso. Accusati tre scafisti.

Sono state fermate a ieri le tre persone accusate di essere gli scafisti dell'imbarcazione rimasti alla deriva, con 142 immigrati per oltre 36 ore al largo di Crotone, a causa del mar mosso e il forte maltempo che in questi giorni ha sovrastato la Calabria.

I tre sono stati portati da una motovedetta della guardia costiera nella capitaneria di porto della città, dove da alcune indagini interne sono venuti alla scoperta di uno sconcertante fatto.
Infatti gli scafisti sarebbero stati accusati di voler gettare  in mare una bambina di soli tre anni solo perchè - a causa del mare troppo mosso - piangeva e vomitava.
L'accusa per gli uomini fermati. è di maltrattamento è violenze fisiche, costringendo a turno gli immigrati sul barcone, di togliere l'acqua che il grosso mezzo stava imbarcando.
I clandestini ora sono nel centro di prima accoglienza di Isola Capo Rizzuto.
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martedì 3 dicembre 2013

CATANZARO E MALTEMPO: Mutui. Fermi per un anno i pagamenti.

Tantisimi sono stati i danni in Calabria a causa dell'alluvione, ma soprattutto tantissimi sono stati i territori colpiti, specie nel Catanzarese.

Ed è proprio qui, in quest'ultima provincia Calabrese che l'Istituto di Credito Unicredit, a seguito del maltempo e dei danni causati, ha previsto la sospensione dei mutui in favore dei propri clienti, aziende e privati, nei territori colpiti dalle calamità naturali.
La sospensione avrà la durata di dodici mesi e sarà relativo all'importo delle rate.
Ciascun cliente inoltre avrà la facoltà di riprendere il pagamento delle rate in qualsiasi momento, questo è ciò che è scritto in una nota della stessa banca, che ha previsto tra l'altro un prestito personale a tasso agevolato, dedicato ai privati che hanno appunto subito danni.
Infine, una linea di prodotti per le imprese, vittime di queste terribili catastrofi.



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giovedì 28 novembre 2013

L'ospedale di Paola e a rischio frana. Installati sensori per smottamenti.

Dopo le incessanti piogge in Calabria, alluvioni e tanto altro, in alcune zone della provincia di Cosenza si iniziano a stilare le prime conclusioni.

Come sta successo a Paola in merito all'ospedale e il suo destino.

A rischio dissesto lo stabile sanitario è ora sotto la protezione della Procura, dove in un vertice in Prefettura si sta decidendo sul da farsi per porre rimedio alle continue frane, dovute appunto al maltempo che nei scorsi giorni ha devastato la regione, quando dal costone del terreno dell'edificio è csesa un altra massa di fango e detriti.  

Già tempo fa erano cadute delle frane mettendo a rischio non solo il fronte Nord del "San Francesco", ma bensì anche la collinetta con evidenti rischi per il parcheggio e in particolare sul lato dove sorge il pronto soccorso. L'Asp di Cosenza ha così incaricato un geologo del Cnr Carlo Tansi per tenere sotto osservazione il movimento franoso, facendo istallare dei sensori per tenere sotto controllo il movimento franoso.

I due marchingegni posizionati sul muro di cinta dell'ospedale riguardano un inclinometro e un estensimetro rotativo, strumenti in grado si segnalare dei crolli esterni del terreno o addirittura pericolosi smottamenti in profondità, attrezzati per lo più per dare immediato allarme agli organi competenti nonchè alla protezione civile in caso di situazione di grave pericolo.

Tutto ciò potrebbe portare alla chiusura immediata dell'ospedale con il trasferimento nel piccolo centro di Cetraro.
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