domenica 17 luglio 2011

LA CALABRIA E IL SUO TURISMO.

La Calabria è una delle mete turistiche più gettonate d'Italia. Il 10% della costa italiana è quella calabra. Inoltre, la grande varietà di spiagge, di roccia o sabbia, grandi e lunghe o piccole e raccolte, fan sì che la Calabria sia la regione con il maggior numero di spiagge. Ecco perché sono migliaia gli italiani che ogni anno affollano le coste affacciate sul Tirreno, sullo Jonio e sullo Stretto di Messina. La punta dello stivale da sempre offre una ricettività turistica d'eccellenza apprezzata da famiglie con bambini, ma anche coppie, single e gruppi di amici. Ogni località marittima calabra ha la sua caratteristica. Da Tropea (perla del Tirreno, affollatissima di stranieri) a Capo Vaticano (una delle 100 spiagge più belle al mondo), da Scilla, sulla Costa Viola, per via del colore che assume il mare al tramonto, a Soverato, da Roseto Capo Spulico a Isola di Capo Rizzuto (che poi non è un'isola!) fino a Cirò Marina che quest'anno si è aggiudicata la Bandiera Blu, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Ciro' marina, un posto dove prevale il turismo tre mesi l'anno accentuando l'economia del paese, un posto bellissimo con le sue caratteristiche paesane le sue sagre, ma soprattutto la sua cultura, quella cultura che ci porta a conoscere delle tradizioni antiche. I divertimenti nel paese che si svolgono lungo il porto, come cosi' il mercato notturno, con i suoi concerti e le sue manifestazioni, insomma Ciro' Marina quel piccolo angolo di Calabria . . . da visitare.
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venerdì 15 luglio 2011

CRONACA: ARRESTI IN CALABRIA, "OPERAZIONE PITBULL".

Maxi operazione dei carabinieri nella sibarite per spaccio di droga, detenzioni d'armi ed estorsione, conclusasi con l'arresto di 22 persone, con un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rossano. L'operazione denominata "pitbull", un cane di questa razza che viaggiava sempre con lo spacciatore in macchina per allontanare diversi curiosi, visto che le dosi da spacciare le riponeva in auto,  e avvenuta ieri con l'intervento di un centinaio di carabinieri, due elicotteri e un'unita' cinofila che ha permesso di sgominare la grossa organizzazione, di cui oltre agli arrestati altri 47 indagati, che operavano nella provincia di Cosenza e precisamente in piccoli paesini di montagna: Mandatoriccio, Caloveto, Campana e nella citta' di Rossano, dove la droga secondo gli investigatori veniva acquistata a Napoli e rimessa in piazza nell'intera Sibarite.

Dalle dichiarazioni, e' emerso che tutto ebbe inizio nel poco lontano 2009, che dopo l'incendio di uno stabilimento balneare, le  forze dell'ordine avviarono delle indagini dove porto' ad individuare una serie di spacciatori, con una intensa attivita' di spaccio di cocaina, hascisc e marjuana e qui i carabinieri grazie a delle intercettazioni telefoniche ed ambientali sono arrivati alla grossa rete di spacciatori individuando circa 200 episodi di consegna di droga, il quale nella stessa giornata di ieri, durante delle perquisizioni sono stati ritrovati un chilo e mezzo di hascisc, messo agli atti nella conferenza stampa tenutasi stamane a Cosenza. Le 22 ordinanze emesse dal gip, solo 21 le persone arrestate, una persone e' irreperibile: Emilio Branca, 51 anni, di Cariati. Le persone in carcere sono 7: Giosue' Roma, Giuseppe mussuto, Olindo Celeste, Mario Stumpo, Dario Aggazio, francesco Guzzi e Maurizio Roma. 14 invece le persone finite ai domiciliari, di cui: Antonio bevacqua, Giuseppe Gambardella, Andrea celeste e Valentina Celeste, poi ancora Francesco Russo, Salvatore Cosentino, Vincenzo Lozzi, Renato Salvatore Rossano, Francesco Antonio Cannas, Cesare Mazza, Cosimo Avena, Giacinto Vaglica e Andrea Vaglica, una banda che operava senza un capo, tollerato dalle cosche della 'ndrangheta.
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martedì 7 giugno 2011

DIALETTI E PROVERBI DELLA BELLA CALABRIA.

 La bella Calabria non finisce mai di stupirci oltre alla sua bellezza incontaminata dei posti, ci fa conoscere la sua cultura e la sua saggezza, ancora con i suoi proverbi dialettali:


Chi zappa fujennu cogli chiancìennu
Chi zappa fuggendo raccoglie piangendo

'Un c'è atàru senza cruci e matrimoniu senza vuci
Non c'è altare senza croci e matrimonio senza voci (discussioni, calunnie)

Chi sta sperànza ad autrim veni la sira e canta la diana
Chi spera nell'aiuto degli altri quando è sera soffre la fame

'U fissa parra sempri 'u primu
Il primo a parlare è sempre il più fesso

A bona lavannara 'un manca petra
A buona lavandaia non manca mai la pietra

Chi tocca pici sinni 'mpracchia li mani
Chi tocca pece si sporca le mani

Si 'u 'mpriestu era buono ognunu 'mprestàva la muglièra
Se prestare giovasse, tutti presterebbero la moglie

'U latru è boia e l'arrobbàtu è 'mpisu
Il ladro fa il boia e il derubato viene impiccato

Giustizia e onestà (sanità) amàru chi nni circa
Giustizia e onestà (salute) guai a chi ne cerca

Amàru chi lu puorcu nun ammazza, 'a vidi e la disiddera 'a sasizza
Guai a chi non ammazza il maiale: poi vede e desidera la salsiccia

Ama l'amicu tua ccù li vizii sua
Ama l'amico tuo con i suoi vizi

Si 'a crapa sentìa la vrigogna 'un caminava ccù la cuda azata
Se la capra provasse vergogna non camminerebbe con la coda alzata

Fortuna e cauci 'nculu vjiatu che ni teni
Fortuna e calci in culo (raccomandazioni) beato chi ne ha

Va ppè s'annicari ed esci ccù lu culu chinu 'e pisci
Va per annegarsi ed esce dall'acqua con il sedere pieno di pesci (fortunato ad ogni costo)

Si 'a fatìga era bona l'ordinava lu miedicu
Se il lavoro facesse bene lo prescriverebbe il medico

'U pecuraru si' lu viesti 'e sita illu sempri ti feti de lacciata
Il pecoraro anche se si veste di seta, puzza sempre di siero

Stienni i piedi quantu è lu lenzuolo
Allunga i piedi per quanto è lungo il lenzuolo

Diu ti guardi 'e riccu cadutu e de pezzenti arricchisciutu
Dio ti guardi dal ricco decaduto e dal miserabile arricchito

Ccù patri e ccù patruni sempri tuortu e mai ragiuni
Col padre e col padrone, hai sempre torto e mai ragione

Chi ha sordi fa sordi, chi ha piducchi fa piducchi
Chi ha soldi fa soldi, chi ha pidocchi fa pidocchi

'U mangiari senza vivari è tronàri senza chiovari
Mangiare senza bere è come il tuono senza la pioggia


 

  
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