giovedì 21 aprile 2011

LA VERA LEGGENDA DEL VINO DELLA CALABRIA.

Narrano i cantastorie calabresi che ci fu un tempo remoto in cui la vite era una semplice pianta ornamentale: non produceva né fiori né tanto meno frutti. Venne la primavera e il contadino decise di tagliarla: «Questa pianta dà ombra ai seminati» disse «la ridurrò più piccola che sia possibile». Detto fatto: il contadino la potò così energicamente che della verde pianta non rimasero che pochi rami nudi e corti. La vite pianse e un usignolo ebbe pietà di lei: «Non piangere» disse «io canterò per te, e le stelle si muoveranno a compassione». Volò sui poveri rami tronchi, vi si afferrò con le zampette e, giunta la notte, cominciò a cantare tanto dolcemente che la vite si sentì via via rinascere.
Per dieci notti, le note trillanti salirono verso le stelle, finché esse si commossero e fecero discendere un po' della loro forza sulla povera pianta mutilata. Allora la vite sentì scorrere in sé una linfa nuova; i suoi nodi si gonfiarono, le sue gemme si aprirono. I primi pàmpini verdi fremettero alla brezza, e tenui riccioli verdi, i viticci, si allungarono per avvolgersi come una delicata carezza intorno alle zampine dell'uccellino. Quando l'usignolo volò via, già gli acini del primo racimolo cominciavano a dorarsi alla luce dell'alba. La vite era diventata una pianta fruttifera. E che pianta! Il suo frutto possedeva la forza delle stelle, la dolcezza del canto dell'usignolo, la luminosa letizia delle notti estive.
Se andrete in Calabria, vedrete queste piante: ceppo basso con grossi tralci aggrovigliati a fior di terra, tralci ricchi di verdi pàmpini.
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domenica 10 aprile 2011

CALABRIA: ROCCELLA JONICA SBARCO DI CLANDESTINI E FERMATI GLI SCAFISTI.

Alle prime luci dell’alba la Guardia di Finanza ha avvistato un barcone con a bordo immigrati clandestini a largo della costa calabrese. Il barcone è stato condotto fino al porto di Roccella Jonica, nella Locride. A bordo dell’imbarcazione sono stati trovati 84 immigrati, 12 donne, 47 uomini e 25 bambini, di varie nazionalità tra cui Pakistani, iraniani, curdi e afghani.
Dopo lo sbarco, gli immigrati sono stati assistiti e rifocillati dalle forze dell’ordine e dalle associazioni di volontariato. Le loro condizioni non desterebbero preoccupazione, e al più presto dovrebbero essere condotti presso il centro d’accoglienza di Crotone.
Due ucraini, dei quali non sono state rese note le generalità, sono stati fermati dai militari delle Fiamme Gialle perché ritenuti gli scafisti dello sbarco avvenuto stamane a Roccella Jonica.
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TRADIZIONI E FOLKORE: I GIGANTI IN CALABRIA.

Esiste una tradizione in Calabria molto diffusa ed e' quella dei giganti in Calabria, che sfilano per le vie del paese in ricorrenza delle feste paesane, folkoristiche, religiose, sagre e altre ricorrenze, dove allietano la popolazione con i loro balli, il suono della loro grancassa e del tampuro divertendo ed impaurendo grandi e piccini.

Ma per saperne di piu' chi sono veramente questi giganti e da quale tradizione popolare provengono?

Sono degli alti fantocci fatti di cartapesta dal viso ai piedi con vestiti molto sgargianti e posti sulle spalle dei portatori, i quali sono bravissimi a farli muovere, farli ballare portarli a giro e addirittura farli baciare come se fossero delle persone vere, ed effettivamente per chi li vede per la prima volta e davvero uno spettacolo e quelli piu' famosi sono Mata e Grifone, che rappresentano i due regnanti, di cui la prima e' una regina indigena e il secondo un re Turco, e spesso le loro apparizioni in queste sagre vengono commissionati dai vari comitati organizzativi o meglio ancora dalla pro-loco.

Essi provengono da molti paesi della provincia di Vibo Valentia, come Arzona, Mesiano, Joppolo, Zungri, San Costantino e Mesiano ma la loro tradizione e' diffusa in molti paesi del mediterraneo. Queste figure arrivano da molto lontanoe durante il loro lungo cammino si sono caricati di "Mito e simbolismo" e la loro storia secondo alcuni racconti popolari, narra di una regina rapita da un re venuto dagli abissi del mare e questa e la loro leggenda dove molte famiglie, per la familiarita' di queste figure, non ne possono proprio fare a meno.
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